giovedì, 28 giugno 2007
IL BLOG CHIUDE

come probabilmente si era gia capito il blog smette di funzionare, non verrà più aggiornato a causa dello scioglimento del gruppo. il suo scopo era quello di dichiarare gli interessi e le idee di quelli che suonavano nella band ma dato che questa non esiste è guisto spegnere anche la versione internettiana di questa bellissima esperienza.
per quanto riguarda i vari componenti, ognuno continua per la propria strada rimanendo in ottimi rapporti con gli altri (si esce nella stessa compagnia), quasi tutti continuano a suonare,io no(anche perche' non so farlo).
chiudo con una data,un luogo e un gruppo che faro' carte false pur di vederlo dal vivo:

Sabato 28 Luglio , Pesaro , arbegarbe


 


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categoria:schifo, erpes thc
lunedì, 14 maggio 2007
Prima condanna per la Polizia al G8 del 2001

La censura da parte dei media è stata rigida ed assoluta: della sentenza di Genova non si doveva parlare. Infatti incredibilmente non ne ha scritto neanche il Manifesto e dovrebbe spiegare perché.

Alzi la mano chi ha saputo che la settimana scorsa a Genova c'è stata la prima condanna per i pestaggi della Polizia durante il G8 del 2001. Eppure la sentenza di Genova è un passaggio capitale per la ricostruzione della verità e la giustizia di quello che successe nel capoluogo ligure oramai 6 anni fa. E ci spiega anche molto del disegno politico sotteso alla repressione.

Lo Stato è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il pestaggio che subì da parte della Polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina, come decine di migliaia di militanti cattolici della Rete Lilliput, era seduta, con le mani alzate dipinte di bianco, gridando “non violenza”, quando fu massacrata dalla Polizia. Questa si è difesa sostenendo (sic!) che non era possibile distinguere tra le mani dipinte di bianco di Marina e i Black Block. Per il giudice Angela Latella invece la selvaggia repressione genovese –e la cortina di menzogne sollevata per coprirle- è stata una delle pagine più nere di tutta la storia della Polizia di Stato e per la prima volta ciò viene scritto in una sentenza. Non solo, è ben più grave quello che è scritto nella sentenza genovese. Quelle dei poliziotti non furono né iniziative isolate né eccessi, ma facevano parte di un disegno criminale.

Si inizia a confermare in via processuale quello che chi scrive sostiene e scrive da sei anni. A Genova vi fu un disegno criminale selettivo da parte di apparati dello stato. Tale disegno era teso a terrorizzare non tanto la sinistra radicale ma il pacifismo cattolico, in particolare la Rete Lilliput, che per la prima volta in maniera così convinta e numerosa scendeva in piazza saldandosi in un unico enorme fronte antineoliberale con la sinistra.

Le ragazze e i ragazzi delle parrocchie furono quelli che pagarono il prezzo più alto, soprattutto sabato. I loro spezzoni di corteo furono sistematicamente bersagliati dai lacrimogeni e centinaia di loro furono pestati selvaggiamente. Ma, soprattutto decine di migliaia di loro, e le loro famiglie, furono spaventati a morte in una logica pienamente terroristica. Quanti dopo Genova sono rimasti a casa?

Di fronte all’immagine sorda data dai grandi della terra, Bush, Blair, Berlusconi, quel movimento pacifico, colorato, credibile, fatto di persone serie e non dei pescecani rinchiusi nella città proibita, che si era riunito intorno alle proposte concrete per un nuovo mondo possibile del Genoa Social Forum, doveva essere schiacciato. Non lo sapevamo, ma mancavano 50 giorni all’11 settembre.

Riporto nel sito l’articolo dell’eccellente Massimo Calandri, apparso SOLO sulle pagine genovesi di Repubblica lo scorso 29 aprile. E' normale secondo voi? Esiste ancora il diritto ad essere informati in questo paese?

Prima condanna per le violenze delle forze dell'ordine contro i manifestanti: "Non furono iniziative isolate"
G8, condannato il Ministero - Missionaria picchiata, risarciti invalidità e danni morali "Ho solo ottenuto quello che attendevo da 6 anni: giustizia"

MASSIMO CALANDRI

LA PRIMA condanna nei confronti del Ministero dell?Interno per le illecite e gratuite violenze dei suoi poliziotti è arrivata nei giorni scorsi, e cioè circa sei anni dopo la vergogna del G8 genovese. Ma le parole con cui il giudice istruttore Angela Latella ha motivato la sua decisione rinfrescano la memoria.

Ricordando a tutti che quelle cariche sanguinarie,quelle teste rotte a manganellate, quei lacrimogeni sparati contro le persone inermi, non erano frutto dell?iniziativa isolata o dell'autonomo eccesso di qualche agente. Facevano invece parte di un più ampio disegno -così come le menzogne raccontate più tardi per coprire le nefandezze - , che rappresenta una delle pagine più buie nella storia della Polizia di Stato.

Il tribunale del capoluogo ligure ha dato ragione a Marina Spaccini, pediatra cinquantenne di origine triestina, pacifista che per quattro anni ha lavorato in due ospedali missionari del Kenia. Alle due del pomeriggio del 20 luglio, era il 2001, venne pestata a sangue in via Assarotti. Partecipava alla manifestazione della Rete Lilliput, era tra quelli che alzava in alto le mani dipinte di bianco urlando: "Non violenza!".

Gli agenti e i loro capi avrebbero poi raccontato che stavano dando la caccia ad un gruppo di Black Bloc, che c'era una gran confusione e qualcuno tirava contro di loro le molotov, che non era possibile distinguere tra "buoni" e "cattivi": bugie smascherate nel corso del processo, come sottolineato dal giudice. I cattivi c'erano per davvero, ed erano i poliziotti che a bastonate aprirono una vasta ferita sulla fronte della pediatra triestina. Dal momento che quegli agenti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati, Angela Latella ha deciso di condannare il Ministero dell'Interno. La cifra che verrà pagata a Marina Spaccini non è certo clamorosa - cinquemila euro tra invalidità, danni morali ed esistenziali - , ma il punto è evidentemente un altro.

«Se risulta chiaramente che la Spaccini sia stata oggetto di un atto di violenza da parte di un appartenente alle forze di polizia - scrive il giudice - , non si può neppure porre in dubbio che non si sia trattato né di un'iniziativa isolata, di un qualche autonomo eccesso da parte di qualche agente, né di un fatale inconveniente durante una legittima operazione di polizia volta e riportare l'ordine pubblico gravemente messo in pericolo».

Perché l'intervento della polizia non fu «legittimo», è ormai abbastanza chiaro. Lo hanno confermato i testimoni e in un certo senso gli stessi poliziotti e funzionari, con le loro contraddizioni: «Gli aggressori erano diverse decine; l'ordine era di caricarli, disperderli ed arrestarli», hanno detto, interrogati. Ma poi risulta che furono arrestati solo due ragazzi (non feriti), la cui posizione fu in seguito peraltro archiviata. La pacifista era assistita dagli avvocati Alessandra Ballerini e Marco Vano. Il giudice ha sottolineato come fotografie e filmati portati in aula «siano stati illuminanti»: «Si vedono ammanettare persone vestite normalmente; più poliziotti colpire con i manganelli una persona a terra, inerme. La stessa Spaccini è una persona di cinquant'anni, di cui giustamente si sottolinea l'aspetto mite». E poi, le testimonianze come quella di una signora settantenne che parla di una «manifestazione assolutamente pacifica e allegra» e di aver quindi visto agenti «bastonare ferocemente persone con le mani alzate ed inermi come lei». Marina Spaccini ha accolto il giudizio con un sorriso: «Era semplicemente quello che attendevo da sei anni. Giustizia».

Fonte: http://www.gennarocarotenuto.it/
Link: http://www.gennarocarotenuto.it/dblog/articolo.asp?articolo=1096
04.05.2007

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Pantomima dei processi sul g8 di Genova: condanne pseudosimboliche, assoluzioni prevedibili, giustizialismo sulla pelle altrui

Succedono parecchie cose nel mondo della legge all'italiana: purtroppo si ha poco tempo di parlarne, e in alcuni casi anche solo di leggerne. Notoriamente il terreno delle aule di giustizia non è mai stato congeniale alla verità, tantomeno a quelle scomode o poco utili dal punto di vista dell'amministrazione dello stato (dall'amnistia di Togliatti in poi). Ma è sempre bene, per esercitare il dono dell'intelletto e del senso critico, comprendere come vanno le cose in quelle strane stanze in cui signori di nero vestiti e ben pettinati si seggono sotto la grande scritta La legge è uguale per tutti, per dimostrarti regolarmente l'esatto contrario.

La notizia più nota infatti è quella secondo la quale si sia avuta la prima condanna ai danni della polizia per i pestaggi: la notizia (ripresa dagli organi di stampa della sinistra più "democratica" e da megachip) contiene due curiose inesattezze, che andrebbero spiegate adeguatamente. La vicenda è quella dei pestaggi ai danni dei "militanti pacifisti" della Rete Lilliput: questi ultimi venerdì 20 luglio avevano la propria piazza tematica in Piazza Manin, con concertini, suorine, e tutto quanto si può volere dai migliori manifestanti innocui. In Piazza Marsala, in fondo a via Assarotti (più o meno, non mi attaccate la pippa geografica) che parte da piazza Manin, i Pink danno l'assalto alla grata con spruzzi d'acqua, canti, e corde (la famosa scena con una ragazza francese che cerca di sganciare le grate della zona rossa con una corda da alpinista... la ragazza è stata condannata, peraltro). La polizia nel dubbio li annaffia di lacrimogeni, mentre i pacifisti non si turbano minimamente per la cosa: d'altronde la polizia sa quello che fa!

Più avanti nel pomeriggio in Piazza Manin passa un po' di tutto: gente che converge da altre piazze tematiche, curiosi, gente che scappa. A un certo punto arriva anche la polizia (Reparto Mobile di Bologna e Firenze principalmente, guidati da un dirigente ben noto, Pagliazzo-Bonanno) e, dato che quelli che stava inseguendo (a mezz'ora di distanza non si capisce proprio come) non riesce a caricarli, pensa bene di ammazzare di botte suorine e mani bianche. La polizia sa quello che fa! Lo avranno meritato, no? Mai dubitare.

Ora finalmente per uno dei tanti pestaggi di quel giorno il Ministero dell'Interno viene condannato a pagare 5000 euro: quindi i poliziotti non sono stati identificati, il loro dirigente non è stato considerato responsabile, la suorina poverina almeno gli hanno dato due soldi. Conclusione? Non è la prima condanna per la polizia, sia perché non è stata condannato nessun agente, sia perché la prima condanna sta altrove.

Questa è la seconda condanna civile nei confronti del Ministero dell'Interno (la prima è quella per il pestaggio di una avvocata), e la prima condanna penale è relativa al processo contro il dirigente DIGOS Perugini e altri 7 digotti, che il 31 maggio vedrà la sua ultima udienza e le conclusioni (sperabilmente con condanne a pioggia (dorata) a settembre).

In questo processo infatti Giuseppe De Rosa, della DIGOS di Milano, è stato condannato per aver partecipato al pestaggio di un ragazzino di 14 anni con rito abbreviato prendendosi 10 mila euro di multa e 1 anno e 8 mesi. Gli altri imputati non finiranno meglio, ma aspettiamo settembre

Intanto i processi più noti relativi ai fatti del G8 di Genova vanno avanti: da un lato abbiamo il processo contro 29 agenti (tra cui i più alti dirigenti della polizia italiana dopo capo e vicecapo della polizia) per l'irruzione alla scuola Diaz che costò 61 feriti e 93 arresti privi di alcuna prova (le uniche valide le hanno piazzate gli stessi dirigenti nella forma di due bottiglie molotov trovate su corso Italia nel corso della giornata). In questo processo siamo arrivati ad ascoltare i massimi dirigenti e la potenza del senso di giustizia italiano si manifesta ben presto nell'ultima scelta del pm: rinunciare ad ascoltare il capo della polizia Gianni De Gennaro. Infatti negli ultimi mesi i massimi vertici dello stato si sono presentati in aula al meglio facendo finta di non sapere nulla di quella notte, al peggio difendendo a spada tratta i propri collaboratori, cambiando le proprie dichiarazioni, ed ergendosi nella loro arroganza quando qualcuno faceva loro notare che in altre sedi, quando gli tremavano le gambe per la promozione, tutti loro erano stati molto più omertosi e imprecisi. Il lei non sa chi sono io di fantozziana memoria sembrerebbe stonare in un aula in cui si celebrano i riti civili più importanti per una democrazia (quelli della giustizia), ma la corte a cui è stato assegnato il giudizio non ha il coraggio di processare la polizia e di mostrarsi al di sopra del potere esecutivo di coloro che vestono una divisa. E' un peccato e un'occasione persa (come molte altre nella storia) per dimostrare che anche gli sbirri che sbagliano pagano (almeno formalmente): non è successo con aldovrandi, non è successo con il san paolo, con le stragi degli anni sessanta e settanta, non è successo con rumesh, e continua a non succedere. Mille ottime occasioni per rendere un servizio alla memoria collettiva e per dimostrare di essere civilmente evoluti, e neanche una colta.

Ovviamente la solfa cambia quando si prendono in considerazione coloro che si oppongono all'ordine costituito, all'arroganza dello stato e dei suoi mille schiavetti ipocriti: le 25 persone che sono sotto processo per gli scontri avvenuti il 20 e 21 luglio 2001, prima di luglio vedranno una condanna sulle loro teste, e il mio intuito mi dice che sarà anche peggio della condanna piovuta addosso a 18 persone (nessuna delle quali con uno straccio di prova) per i fatti dell'11 marzo a Milano in corso Buenos Aires: tutti quanti fanno finta di non sapere che a luglio arriveranno 20 condanne per 10 anni a cranio. Nella democraticissima Italia si dimostra ancora una volta che la legge non è per nulla uguale per tutti, e che chi ha più potere se ne può fregare, e continuare a fare quello che vuole con la compiacente connivenza di aule di tribunali e di tutto l'apparato della legge italiana. E' una conclusione amara, ma a chi ha in odio le strutture della democrazia, non dovrebbe far sorgere nessuno stupore.

Quello che dispiace è il silenzio che circonda ciò che accade. Un ingiustizia si tollera con rabbia e determinazione. Il silenzio rompe gli argini della disperazione e della sfiducia nel genere umano.


Fonte: http://nero.noblogs.org/
Link: http://nero.noblogs.org/post/2007/05/10/g8-update-processi-aprile-maggio-2007

Grazie Stè, per la segnalazione
postato da: GiovaErpes alle ore 16:53 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, generale, schifo
giovedì, 21 settembre 2006
per tutti i mercanti di liquore,volevo dare una bella notizia ma, il rileggere il post precedente,  smonta il mio fragile equilibrio psichico %&*§+éè[]!!^ç°°##
dopo una sigaretta decido di continuare questo post per dare la possibilità a chi non ha mai avuto tempo,voglia e interesse di sentirci di ripensarci, smettendo così anche di leggerci...
come si è letto sul guestbook di kcr gli erpes non hanno suonato 5 gg fa per giu mura giu box per evitare un'operazione al polso al br1 dopo un piccolo incidente con lo sk8,rimandando l'ultimo concerto di giova %&*§+éè[]!!^ç°°##
altra sigarelax (ah! quanto può essere dolce l'illusione che crea la nicotina in certe occasioni) per poter salutare quei 5 tizi sottoposti a t.s.o. che han tentato di venirci a vedere...e concludere  dando un link del mulo dove noi siamo i protagonisti.
si, abbiamo registrato un pezzo.
la qualità è piuttosto scarsa e per questo ringrazio i tecnici del suono della grotta rossa,però da l'idea di che caos (sonoro e tecnico) riusciamo a costruire :

ed2k://|file|erpesthc-mai meno di cosi- (live grotta rossa) 09-09-06.mp3|1704428|F8D6716BA1A086EA34D240D9AE0351A7|/

p.s. mi piacerebbe trovare qualche onesto insulto tra i commenti,basta che non sia anonimo
%&*§+éè[]!!^ç°°##
martedì, 25 luglio 2006
BRUCIA LA RIVIERA
(ma non come pensavano i tomato rotten)


Ormai qualche mesetto fa mi è arrivato a casa un simpatico depliant dell’hera stampato,come scritto da loro,”in linea con la nostra filosofia di sostenibilità ambientale” e dopo vari articoli sulle bollette,sulla importanza della raccolta differenziata,su come sponsorizzano mostre d’arte,su quanto ci vogliono bene, ecco un interessante articolo sugli inceneritori (o termovalorizzatori).

questi immensi chillum vengono utilizzati per bruciare rifiuti solidi urbani,quindi tutto quello che si getta nella spazzatura(plastiche varie,alluminio,carta,bimbi ammazzati,cicche di sigarette,penne finite,capelli tagliati,etc),per diminuirne il volume e possibilmente per ricavarne energia elettrica.

Proprio per quest’ultimo punto la ditta in questione fa leva per ricevere anche i contributi statali,tramite un piccolo aggiramento della legge,contributi che dovrebbero servire d’incentivo per lo sviluppo di sistemi ecocompatibili.

La situazione italiana la si può vedere qui:

http://www.greenpeace.it/inquinamento/rapportoinceneritori.htm


In zona ribano,comune di coriano,esiste uno di questi creatori di inferno sulla terra egguardacaso l'hera ha intenzione di ampliarlo costruendo una quarta linea grazie ai famosi contributi....

quello che non dicono è che la combustione di questi materiali (grazie alle altissime temperature) immette nell'atmosfera circostante quantità enormi di sostanza tossiche per l'organismo umano,ma non sono cannabinoidi,vengono definite nano-particelle e sono attualmente studiate qui: http://www.nanodiagnostics.it/ e le informazioni che ne emergono sono molto interessanti ma non sono tema di valutazione secondo il colosso s.p.a. dei servizi.

detto questo ricordo l'incontro che si terrà giovedì prossimo (27 luglio) alla nuova darsena di rimini con beppe grillo che farà da presentatore e alcuni ricercatori/scienziati/esperti come montanari(nanodiagnostics),tamino,pallante, dove spiegheranno a carattere nettamente più scientifico della mia spiegazione,il pericolo che può portare la realizzazione della struttura,l'ingresso è gratuito,come la voglia di sapere.


se per quel giorno qualcuno di quei quattro gatti che legge sto blog vuole avere delle “soddisfazioni tra le cosce”(uochitoki) e quindi non riesce ad essere presente ecco varie registrazioni dello stesso montanari in altre occasioni ma sullo stesso tema:

video conferenza dott montanari (http://video.google.com/videoplay?docid=7395495186822276391 )

Montanari a riccione

( http://video.google.com/videoplay?docid=7395495186822276391&q=nanopatologie )



p.s.: un ultima curiosità

prima che si espandesse la notizia dell'ampliamento dell'inceneritore,hera ha distribuito in vari comuni del circondario delle compostiere per la trasformazione in sostanza organica,quindi terriccio,degli scarti alimentari.

questa apparente “buona azione” ha uno scopo di fondo:quello di togliere questo tipo di rifiuto dagli altri materiali da bruciare perchè la loro presenza abbatte il potere calorifero e quindi diminuisce la resa dell'inceneritore...capito?


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categoria:politica, iniziative, schifo
domenica, 25 giugno 2006
ANCORA SU FEDERICO

tratto da :http://www.reti-invisibili.net/aldrovandi/articles/art_7551.html

la testimonianza di Annemarie squarcia il silenzio di Ferrara
Checchino Antonini
Fonte: Liberazione, 17 giugno 2006
17 giugno 2006

«E' sempre peggio... è sempre peggio!». Con gli occhi rossi, gonfi di pianto, Lino Aldrovandi esce dall'aula "E" del tribunale di Ferrara, schiva le telecamere e si trascina con le stampelle (è reduce da una frattura alla tibia) in fondo al cortile del Palazzo di giustizia. «Non è vero che era saltato sulla macchina... lo hanno picchiato, gli sono saltati addosso...». Un pestaggio violento e fatale. Per due ore e mezzo lui e Patrizia Moretti, sua moglie, hanno rivissuto l'ultima manciata di minuti del loro figliolo Federico, raccontati dalla voce di Annemarie, la trentacinquenne camerunese che abitava al primo piano della palazzina di Via Ippodromo 10B e che, all'alba del 25 settembre 2005, fu svegliata dai lampeggianti e dal vociare degli agenti impegnati nel misterioso e violento controllo di polizia nel quale fu ucciso - così ipotizza il pm Nicola Proto - Federico Aldrovandi, 18 anni compiuti due mesi prima. Ragazzino mite, incensurato, disarmato, che tornava a casa dopo un sabato sera a Bologna.

Ieri a Ferrara è stato il giorno dell'incidente probatorio, una parentesi di processo nell'ambito delle indagini preliminari stabilita per sentire Annemarie che, a settembre, sarebbe potuta restare senza permesso di soggiorno.

La donna, stretta nelle forche caudine della Bossi-Fini aveva paura ma ha compiuto la coraggiosa scelta (a differenza di tanti vicini italiani) grazie all'amicizia di don Bedin, prete dei diseredati della periferia ferrarese. Dopo di lei, il 25 luglio, parlerà anche suo figlio, quindicenne che studia a Yaoundè, che lei stessa tirò giù dal letto, quella notte, per mostrargli i rischi di far tardi la sera. Dopo la rinuncia della pm Guerra - per non meglio precisate ragioni familiari e personali - l'ultimo giorno di marzo, Proto ha iscritto quattro agenti al registro degli indagati «per aver concorso a cagionare il decesso di Federico Aldrovandi con atti diretti a percuotere» stabilendo l'incidente probatorio con i due testi e una nuova autopsia affidata in coda all'udienza di ieri a due esperti torinesi, un medico legale e un tossicologo.

La donna, che studia da infermiera in una vicina città del Veneto, ieri è arrivata per prima, dopo una sosta in questura, scortata da due uomini della squadra mobile. Dopo una pausa per l'acquisizione delle carte su tre nuovi interrogatori di testi, è iniziato il suo racconto a porte chiuse, scandito dalle domande di Proto e per nulla sbiadito dalle poche repliche dei legali della difesa. «Schiacciante e agghiacciante», commenta Patrizia Moretti, anche lei visibilmente scossa dall'interrogatorio, «perché ogni volta troviamo nuovi terribili particolari», spiegano i due genitori, uno ispettore dei vigili, l'altra impiegata del comune estense. Sconvolti ma grati alla coraggiosa teste.

Il racconto di Annemarie, che lascia il tribunale su un'autocivetta senza fare dichiarazioni, ricalca in sostanza la sua deposizione del 19 febbraio che inizia dal momento del risveglio. Quando non seppe distinguere il rumore che la tirò giù dal letto ma subito si accorgerà dei bagliori blu che roteano nella stanza con le finestre aperte per l'afa. La donna si alza e raggiunge la finestra della cucina, sente delle voci, una frase ripetuta più volte: «Apri il baule». Probabilmente a parlare è una donna, l'unica tra i componenti dei due equipaggi di Alfa 3 e Alfa 2, le volanti accorse dopo la chiamata di un'altra donna al 112, insospettita da un ragazzo «che sembrava matto». Annemarie si affaccia e vede un ragazzo che si avvicinava «con passo deciso» a due vetture lampeggianti, ferme nello slargo a pochi passi dal cancello del galoppatoio e disposte parallelamente l'una all'altra a non più di un metro e mezzo di distanza. «Aggressivo?», avrebbe chiesto la difesa. «Ho detto a passo deciso, frettoloso», sarebbe stata la risposta della donna definita «lucida, tranquilla, ferma, dura, precisa» tanto che i legali di parte civile rinunceranno a fare ulteriori domande. Federico passa tra le auto, fa una specie di sforbiciata con le gambe ma non tocca nessuno. Questo il ricordo della donna come raccontano uscendo dall'aula madre e padre della vittima. Dopo la sforbiciata una gragnola di manganellate, quattro manganelli, due dei quali si fracassarono lasciando segni sul viso e sul corpo del ragazzo. Lo zio infermiere, che dovette riconoscerlo, lo trovò sfigurato. Un cronista che si azzardò a scrivere la circostanza si vide redarguire bruscamente da Severino Messina, procuratore generale, presente ieri in aula. E Annemarie ha confermato: picchiavano, picchiavano, picchiavano, mentre "Aldro", come lo chiamano gli amici, era a terra, picchiavano. Uno lo avrebbe preso per i capelli per farlo andare giù. E' caduto subito, è successo in un attimo. Il racconto è preciso e conferma anche dettagli delle relazioni di servizio, peraltro in contraddizione - sembra - una con l'altra, che finora sono l'unica "voce" degli indagati. I quattro agenti, infatti si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La parte civile la ritiene una scelta inspiegabile, i loro difensori la definiscono una «scelta tecnica».

Annemarie, intanto, è dovuta andare all'angolo del balcone della cucina. Federico è a terra. Lo tengono immobile e lo pestano in tre. Uno è sul torace, uno sulle ginocchia, la poliziotta lo tiene per le caviglie. La pressione aumenta fino a quando sono quasi stesi su di lui. Un quarto uomo va e viene da una macchina, forse telefona. Ma Annemarie lo vede intento a schiacciare, a scalciare, lì dove c'è la testa di Federico. Vede il gesto dello schiacciamento, non vede però la testa del diciottenne. Se sono davvero calci, quelli del quarto uomo, si fanno certo più intensi quando la poliziotta si lamenta della resistenza di Federico che non ce la fa più a respirare ma che sarebbe pressato e picchiato «anche quando smette di dibattersi». Sono le fasi finali di un pestaggio iniziato in fondo al parchetto poco prima. «C'è tanto sangue», diceva uno degli agenti, "tranquillizzato" dalla collega: «Mica siamo stati noi, è la "roba"». Poi, sempre la ragazza avrebbe avvertito: «Fai attenzione che ci sono le luci già accese». Ma non erano quelle della casa di Annemarie. Le luci vere, sul caso, si sarebbero accese mesi dopo grazie al coraggio di parenti e amici dell'Aldro. E ora anche grazie ad Annemarie che «ha dato una lezione a tutti per il senso civico fuori dal comune» come dichiarano i legali degli Aldrovandi (Anselmo, Venturi e Del Mercato). Le difese minimizzano e lamentano la tardiva iscrizione al registro degli indagati e il conseguente ritardo delle indagini difensive.

Intanto, mentre la testimonianza di Annemarie squarcia il silenzio di Ferrara la questura non trova di meglio che chiedere al comune la rimozione di un graffito minuscolo che chiede verità per Aldro. Quasi non si vede ma è proprio sulla strada tra la Procura e il tribunale.


C'è bisogno di commenti?(n.d.erpes)


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categoria:aggiornamenti, schifo
mercoledì, 01 marzo 2006
FEDERICO ALDROVANDI

non ho voglia di commentare un fatto cosi brutale ed eclatante,lo schifo è tanto,il nervoso di più.
lascio parlare la madre di questo ragazzo per far capire cosa è successo e come si sta sviluppando la triste storia.
nostro dovere è non dimenticarlo e far conoscere il più possibile la vicenda:

http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/

basta
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categoria:schifo
mercoledì, 11 gennaio 2006
COSE BRUTTE...
...vengono fatte agli animali tutti i giorni. In seguito alla critica fatta dalla Sabry alla ricerca scientifica, ho deciso di postare il link ad un video della LAV (Lega Anti Vivisezione) indicatomi da Stefano ( un mio amico) un pò di tempo fà.
Avverto:sono immagini molto forti e crude. Mostrano come vengono uccisi gli animali da pelliccia ( quelli con cui certe vecchie babione si vestono, per intendersi).
Quando l'uomo smetterà di perpetrare violenza inutile sugli innocenti, potrà forse dirsi il più intelligente degli animali.....ora è solo il peggiore.

http://www.nonlosapevo.com/
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martedì, 10 gennaio 2006
ESSERE O AVERE
LA STORIA DEI GREEN DAY

Non aspettatevi un riassunto della breve ma garnita storia del "gruppo dell'anno" secondo Mtv....non ho voglia ne interesse a farla.
Più o meno la conosciamo: nati come un gruppetto di tre ragazzotti punk pronti a scrivere di giornate passate a gironzolare e fumare erba come di giovani amori e finiti sulle pagine di tutti i giornali per il loro ultimo banalissimo album.
Sono bravi? Non stò a giudicare ( a me non piaciono ma nemmeno mi piace Frank Sinatra che di certo sapeva fare il suo mestiere) ma non credo importi in questa sede.
Quello su cui rifletto è invece un particolare che ho ricordato solo recentemente.
Qualche anno fa mi sono trovato a gironzolare per l'hardrock caffe di Londra ( mi pare) e lì vi ho trovato appesa in bella mostra la chitarra di Billie Joe (cantante e chitarrista del suddetto gruppo). Su di essa c'erano riportate le solite scritte simil punk (ormai quasi dei semplici inni): Fuck Authority, Anarchy, Destroy All......ecc..
Tra questi però campeggiava una scritta inquietante che solo ora mi torna alla mente : Mtv is shit!
Interessante!
E' curioso che un gruppo musicale che dice di ritenere mtv una merda si presenta in televisione con giacca e cravatta a ritirare l' Mtv Music Award (uno dei mille premi elargiti dall'industria discografica per far vendere ulteriori album ai loro gruppi).
Questo genere di premi non è altro che una trovata pubblicitaria ed i Green Day lo sanno benissimo.
Se siete il miglior gruppo dell'anno, la vendita dei vostri album schizza alle stelle e voi fate un mucchio di soldi.
Billie Joe (ed è facile intuire anche gli altri membri del gruppo) lo sapeva e per questo criticava, in gioventù, Mtv.
Il punk non è un genere commerciale. Non è musica per vendere. Se vi dicono "ci sono gruppi punk che vendono milioni di dischi" riflettete un momento sul contenuto delle loro canzoni.....ve lo consiglio.
Gli Offspring hanno venduto milioni di dischi quando ancora facevano qualcosa di simili all'Hardcore ("Smash" è l'album più venduto al mondo prodotto da un etichetta indipendente) ma poi si sono fatti tirar dentro.
Altri, come i Pennywise che mai smetterò di lodare, raggiunto il traguardo del milione di copie vendute sono stati contattati dalle Major ma hanno rifiutato, consci del fatto che ESSERE SOTTO CONTRATTO AD UNA MULTINAZIONALE UCCIDE L'ARTE OLTRE CHE LA LIBERTA' ESPRESSIVA.
Ma torniamo ai Green Day.
Loro hanno fatto peggio.
Sono andati contro i loro ideali.
Sono andati contro ciò che avevano detto e professato.
Hanno fatto un teatrino finto e ridicolo di quel che erano, mostrandolo al sol fine di ragranellare più soldi possibili.
Questo non è punk ragazzi, anzi è la peggior specie di lucro che si possa ottenere.
Si potrebbe obiettare che i Sex Pistols durante la loro reunion hanno fatto lo stesso ......daltraparte il titolo dei loro nuovi concerti era proprio "per lo sporco lucro".
E' vero lo hanno fatto ma con una differenza sostanziale: la mancanza di ipocrisia.
Ora non voglio passare nostalgico che elogia le vecchie glorie e demonizza i nuovi gruppi, c'è tanto di buono sulla scena attuale se la si cerca un pò.
Ditemi però: non ci vedete una sostanziale differenza tra un Johnny Rotten (cantante dei Sex Pistols) che sorridente esclama "venite a darci i vostri soldi razza di coglioni che vi scomodate per ascoltare dei falliti come noi" e un Billie Joe che alle telecamere di Mtv sotto lo sguardo di milioni di telespettatori esclama "siamo contenti di ricevere questo premio e che il pubblico di apprezzi tanto"?
postato da: GiovaErpes alle ore 10:22 | Permalink | commenti (2)
categoria:generale, schifo
mercoledì, 16 novembre 2005
SENATORE QUANTO E' TRENDY....

Ebbene Si, siore et siori , mi riferisco alla pubblicità che imperversa in TV da alcuni giorni a questa parte.
La donna più "intelligente" d'Italia si rivolge al Senatore più "onesto" dicendogli che è un gran figo perchè possiede il cellulare 3.
Suvvia allora, con una buona possibilità di beccarsi una denuncia per "pubblicità diffamatoria", facciamo un breve escursus sul "CLIENTE MEDIO DELLA 3 ".
Se il cliente medio della 3 è come Andreotti allora:

->ha 1200 anni

->è stato invischiato , durante la sua eterna vita, in molti traffici illeciti e contatti con società mafiose e logge massoniche

->ha contribuito attivamente al crearsi del debito pubblico enorme ereditato a tutt'oggi dall'Italia  (ed a cui, altri clienti 3 di Arcore hanno collaborato )

->è stato condannato alla galera ma non ne ha fatto un solo giorno in quanto senatore a vita, per tanto dotato del'immunità parlamentare

Un messaggio per la società 3: sò ce contate sul fatto che Andreotti è semplicemente un VOLTO FAMOSO e la gente non si ricordi minimamente di tutta la marea di scheletri nell'armadio che si ritrova.....ma la prossima vola scegliete meglio dai ;) !
postato da: GiovaErpes alle ore 08:57 | Permalink | commenti (3)
categoria:satira, schifo
giovedì, 03 novembre 2005
Disinformazione italiana....
Poco fa, guardando il TG1 ( il più illustre telegiornale d'Italia........uuuuuhhhh) hanno dovuto trattenermi dal desiderio di sfondare il televisore.
Ecco la notizia:

alcuni anarchici hanno terrorizzato Bologna, spedendo al suo sindaco, Cofferati, un pacco bomba pronto ad esplodere non appena lo si fosse aperto. Oltre a questo pacco bomba, gli anarchici hanno rivendicato come loro un altro ordigno nascosto in un parco bolognese che i carabinieri hanno prontamente disinnescato.Solidarietà a Cofferati arriva da tutte le cariche di stato, compreso il presidente Ciampi.

Punto.
Fine.
Non c'è altro.
Nessuna informazione in merito alle motivazioni degli anarchici.
Nessuna parola su cosa essi abbiano voluto ottenere.
Nulla.

Messaggio recepito dall'italiano medio: Gli anarchici sono cattivi. Mettono bombe. Vogliono fare del male alla gente.

Quel che non viene detto: Dalla sua elezione a Sindaco di Bologna , Sergio Cofferati ha attuato una politica filofascista come non se ne vide nemmeno durante il governo del precedente sindaco, Guazzaloca (di Forza Italia). A causa sua, numerosi centri di aggregazione giovanile sono stati chiusi. Locali per giovani e centri sociali dichiarati inagibili e sbarrati dai carabinieri. Centri Rom sgomberati e Piazza grande più volte "liberata dai barboni". Lui dice di agire nella legalità....ed è vero.
Il fascista in questione si attacca alla legge per mettere in atto una politica di sgombero dei meno fortunati che tanto stonano per le strade della sua cara città. Sei povero, devi andartene da Bologna.

Questo i TG non lo hanno detto.

Che sia chiaro: CONDANNO L'USO INDISCRIMINATO DI ESPLOSIVI E LE INTIMIDAZIONI PER FAR VALERE LE PROPRIE IDEE.
Qualcuno avrebbe potuto certamente finirci male, il che è da veri figli di puttana.
Una domanda su tutte che vorrei rivolgere ai fabbricatori del pacco bomba: e se, come stava per succedere, lo avesse aperto la segretaria?
Lei è una lavoratrice come tanti di noi, magari con famiglia e figli a carico che a fine mese si è fatta il culo per portare a casa lo stipendio! Meritava di morire?

Ok , ho detto la mia ed ora torno al principio.

Quante persone hanno condannato l'omicidio di Mussolini da parte dei partigiani?
Poche ( a parte i fascisti, ovvio )!
Perchè?
Perchè Mussolini , nella mentalità comune, meritava di pagare per i suoi crimini, per quanto dispensare morte sia sempre sbagliato.

Se al telegiornale avessero detto le motivazioni degli anarchici, forse l'opinione pubblica avrebbe un idea diversa ora della cosa e gli unici ad esser taciuti di stronzaggine non sarebbero solo loro.
postato da: GiovaErpes alle ore 19:55 | Permalink | commenti
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